Pubblicato da Rigoletto Records il 19 settembre 2017
http://www.rigolettorecords.com/web/eventi/ugo-cattabiani-e-gabriele-fava-saxguitarduo-live-on-the-road-cafe-pr/

Se esiste una strada “americana” nella nostra provincia, quella è senz’altro la sp 343, che si stacca dal limite nord della città, e va a sbattere dritta dritta sull’alveo del Po. Tutti la chiamiamo Asolana -a volerla ostinatamente proseguire, oltre il ponte, arriva fino ad Asola- ed è americana perchè, fatte le dovute proporzioni, sembra [...]

PRIMO MAGGIO (che fa rima con Coraggio)

Pubblicato da Rigoletto Records il 6 maggio 2016

http://www.rigolettorecords.com/web/primo-maggio-che-fa-rima-con-coraggio/

“… lo sai, ci vuole scienza, ci vuol costanza

ad invecchiare,

senza maturità.”

F. Guccini, Quattro Stracci

 

La sveglia suona poco dopo l’alba, e, la prima cosa che si fa, è mettere gli occhi fuori e guardare su.

Ore 6.45.

Niente da fare, nessun miracolo. Sembra che i meteorologi abbiano vinto:  il cielo è un groviglio di schiuma nerogrigia da fare impallidire certi quadri di Hieronymus Bosch.

Primo Maggio, 2016.

Traversetolo si prepara al più grande Festival Rock mai organizzato, in venti anni di vita.

Quattro palchi (di cui uno, il principale, da fare invidia alle più importanti kermesse nazionali), trentotto band, artisti di strada, bancarelle, stand di birrifici artigianali, svariati punti ristoro.

Ore 8.30.

Al bar, davanti ad un caffè ci si dice che oggi “bisogna portare a casa il risultato“. Perchè di non giocare la partita, non se ne parla. In venti anni, il Festival Rock non è mai saltato. E di certo non sarà così nemmeno quest’anno.

Quindi, al lavoro. Proibito guardare siti di previsioni meteo sul telefono. Perchè ci sono cose più importanti da fare. Che Zeus decida ciò che vuole: noi, quaggiù, andiamo avanti.

Il Luppolo Stage deve essere spostato: è il più esposto alle intemperie. Lo accoglie il porticato della Corte Agresti, magnifico posto incastrato come una perla nel cuore del paese. Anche il Rigoletto Stage, che ha sede nella cosiddetta “piazzetta d’Autore”, viene traslato di qualche metro, giusto per metterlo al riparo di un gazebo.

La mattina si esaurisce in frenetici movimenti di mezzi e di mani e sguardi fugaci al cielo, che turbina nubi gonfie e grige intorno al paese.

Ore 12.00.

Tutto pronto per accogliere le band. Il Main Stage, coperto e maestoso, in Piazza Vittorio Veneto, Il Rigoletto Stage, in piazzetta d’Autore, il Luppolo Stage nella Corte Agresti, l’Elephant Stage, di fronte all’Elephant Bar.

Breve pausa per rifocillarsi, poi ci si divide. La gente che gira per le strade del centro è poca e pare quasi disorientata. Le ultime morsicate ai panini, i bicchieri di birra e vino si asciugano, poi ognuno va verso il suo compito.

La Rigoletto Records, oggi, sfoggia le sue forze nell’organizzazione e nella gestione dei palchi.

Ore 14.30.

Arrivano le Band. Il cielo sembra tenere. Che la musica cominci.

Sul Rigoletto Stage è Roberta Barabino ad aprire. Con la forza della delicatezza compie un piccolo miracolo: uno squarcio di sole spezza l’aria e, soprattutto, si tiene a galla, come una piuma in un fiume di fango.

C’è freddo: più che birra occorrerebbe versare vin brulé nei bicchieri, ma nonostante questo la gente arriva e si assiepa sulle gradinate.

Poco distante, l’Accademia attacca il Luppolo Stage e lo fa con un impatto incredibile, che sgorga dalle mani e dalle voci dei giovani della Scuola di Musica, lasciando tutti gli astanti a bocca aperta.

Sul Main gli XYZ2 e dall’Elephant i Delorean sparano al cielo le loro note distorte, perchè, alla fine, si scopre una regola antica, semplice e sempre attuale. Main, Rigoletto, Luppolo, Elephant: è solo la musica che può aprire le strade, sempre e comunque, anche e soprattutto quelle che bucano le nubi più demoniache e digrignanti.

Si fotta la pioggia. Che venga, che venga pure. Tutti gli altri eventi in provincia sono stati soppressi o spostati. Noi, no. Non ci siamo spostati di un millimetro.

Ci vuole coraggio, sissignore… o forse incoscienza, chissà.

In ogni modo siamo tutti qui, incoscienti e coraggiosi, a fare musica, specialmente originale, oggi. Ma anche a promuoverla, quando tutto sembra andare contro, quando il cielo tuona e sferraglia le peggiori minacce. Ci vuole coraggio, a presentarsi, attaccare le chitarre, a buttare la voce nei microfoni. Ma anche, se non soprattutto, incoscienza, a scendere in strada, per andarsela a prendere, quella musica, per acciuffarla, come un diritto. Perchè il Primo Maggio è questo.

E’ il giorno di festa dei lavoratori. Di noi tutti.

Un diritto.

Insindacabile.

 

Arriva la sera, poi la notte.

Nemmeno una goccia è scesa da un cielo.

Si svuotano i palchi secondari, la loro musica sfuma nell’aria tesa, liscia, elettrostatica. Si ferma il movimento, ma non sul Main.

Ore 22.00.

Martin Iotti e la sua Band salgono e attaccano la loro propulsione alle casse. Oscar Abelli, funanbolico folletto alla batteria, Follon Brown e Mel Previte a giocarsi assist con colpi magistrali su Fender e Gibson, e lui, il frontman, a scrostare la ruggine dal microfono.

Tutti ballano.

Tutti balliamo.

Come una liberazione. Non c’è più nulla da perdere, perchè non si ha perso oggi.

E siamo tutti lì.

Tutti, tutti quanti, tutti quelli presenti e tutti quelli che se ne sono andati e che hanno condiviso questo slancio di coraggio, o di incoscienza, chissà…

Tutti quelli che hanno gestito i palchi, tutte le bands, l’Amministrazione e i dirigenti del Comune di Traversetolo, della CGIL, tutti  i temerari standisti che non hanno creduto alle malefiche previsioni del tempo, i birrifici ardimentosi, tutti gli straordinari artisti di strada, i gestori degli esercizi commerciali che hanno creduto al meglio e non al probabile.

Eccoci, siamo lì. Assieme.

Sulle note di “Tutta mia la città”, ci siamo, balliamo, bicchieri fra le dita.

Inizia a piovere, davvero, solo ora. La birra si annacqua, ma di puntare gli occhi su, in alto, beh… ora, no! Non ha proprio più importanza.

Perchè la giornata è passata, consumata, morta e risorta.

E noi non si ha portato a casa il risultato, oggi.

No.

Noi si ha vinto, oggi.

Zeus e i meteorologi, battuti, volgono in ritirata.

 

Ore 23.30 .

Primo Maggio. Ora e sempre.

Primo Maggio.

Che fa rima, ora più che mai, con coraggio.

 

[Grazie a Roberto Perotti e a Luca Vitali per le fotografie]

 

_CIS2981 copia ROX_1501 copia ROX_1518 copia ROX_1537 copia ROX_1574 copia ROX_1642 copia ROX_1648 copia ROX_1662 copia ROX_1700 copia ROX_1770-Recuperato copia ROX_1786 copia ROX_1789 copia ROX_1790 copia ROX_1820 copia ROX_1831 copia ROX_1878-Recuperato copia ROX_1941 copia

 

 

 

buccaneers DSC_0291 chris raven DSC_0257 cosmopolitan DSC_9864 i segreti di charlotte DSC_9947 logan DSC_0185 los muchachos DSC_0199 maria devigili DSC_0055 martin DSC_0419 mine DSC_0442 roipnol witch DSC_9929 roipnol witch DSC_9978 songriders DSC_0030 songriders DSC_0032

Non è possibile commentare.